BELLINZONA - LOCARNO - LUGANO - MENDRISIO
16 aprile - 2 maggio 2012
Download LOCANDINA pdf | PROGRAMMA
Sull’onda del successo delle ultime edizioni, torna anche quest’anno l’appuntamento con "Un po’ di cinema svizzero", una delle rare occasioni in cui si possono vedere e discutere anche in Ticino alcuni fra i film più interessanti che hanno animato le Giornate di Soletta alla fine di gennaio.
Il programma del 2012 si caratterizza per la forte presenza di film realizzati da registi della Svizzera tedesca, in un’annata in cui i romandi, per una volta, non hanno avuto troppo spazio nelle liste dei nominati per i Quartz 2012, il Premio del cinema svizzero. Con l’eccezione infatti di Vol spécial di Fernand Melgar, Quartz per il miglior documentario, ma già proposto dai cineclub ticinesi nello scorso mese di novembre, nessun film romando figurava quest’anno nella lista dei candidati ai premi nelle categorie dei lungometraggi di finzione e dei documentari. Come del resto nessun film ticinese, se si escludono The Substance - Albert Hofmann’s LSD (documentario un po’ "nostro" perché prodotto dalla Ventura Film di Meride, ma escluso dalla rassegna perché già uscito nelle sale ticinesi in marzo) e il pluripremiato Giochi d’estate di Leonardo Colla (che di "ticinese" può solo vantare la coproduzione della RSI e che ha pure già fatto la sua comparsa sui nostri schermi).
Come quasi sempre, la proposta più consistente è costituita anche in questa edizione dal documentario, a dimostrazione di una tradizione nazionale molto fertile e che non necessità più di dimostrazioni. Il programma 2012 include due dei cinque film nominati per il Premio del cinema svizzero: Balkan Melodie di Stefan Schwietert, affascinante viaggio nel patrimonio musicale della Romania e della Bulgaria; e A Glorious Mess di Ulrich Grossenbacher, sguardo intimo e rispettoso sull’universo inquietante delle persone affette dalla "sindrome di accaparramento compulsivo", film già vincitore del Premio della Settimana della critica all’ultimo Festival di Locarno. Gli altri documentari, pur non figurando nella ristretta rosa dei candidati ai Quartz, sono tutti di alto livello qualitativo e vengono presentati in prima visione cantonale: Tinguely di Thomas Thümena, una scoppiettante biografia del geniale ed eccentrico artista svizzero; Sira - Wenn der Halbmond spricht di Sandra Gysi e Ahmed Abdel Mohsen, singolare immersione nella profonda tradizione poetica dell’Egitto minacciata dalla modernità; My Generation di Veronika Minder, accorato ritratto di sei sessantenni e del loro spesso turbolento passato; e Eine ruhige Jacke, opera prima di Ramòn Giger che scandaglia con un linguaggio molto innovativo gli abissi dell’autismo.
Per la fiction, sfumate le possibilità di mostrare due dei candidati ai Quartz perché si spera possano trovare spazio nei cartelloni delle sale (Der Verdingbub di Markus Imboden e Eine wen iig, dr Dällebach Kari di Xavier Koller, poi premiati per le migliori interpretazioni - Max Hubacher nel primo caso e la ticinese Carla Juri nel secondo), la scelta è caduta su altri due pretendenti ai premi nazionali: Abrir puertas y ventanas della svizzera d’Argentina Milagros Mumenthaler (Pardo d’oro, Locarno 2011) e il sorprendente Silberwald di Christine Repond (nominato per l’interpretazione maschile dell’adolescente Saladin Dellers), già visto da pochi spettatori a Castellinaria e qui riproposto a Lugano e per gli allievi delle scuole a Bellinzona.
Due serate particolari (a Bellinzona e a Mendrisio) sono poi dedicate, seguendo una pista inaugurata con successo l’anno scorso, al cinema ticinese, all’interno del quale stanno emergendo alcuni giovani registi più che promettenti, con i quali il pubblico potrà intrattenersi a partire dai loro ultimi lavori. Pure presenti a discutere con gli spettatori saranno Ulrich Grossenbacher (per A Glorious Mess, a Lugano e a Bellinzona) e alcuni membri dell’ASI (Autismo Svizzera Italiana) per riflettere sul tema proposto da Eine ruhige Jacke di Ramòn Giger, che figura nel programma di Locarno.
Michele Dell’Ambrogio
Circolo del cinema Bellinzona, coordinatore della rassegna
Circolo del cinema Bellinzona - Cinema Forum 1 + 2
martedì 17 aprile, 20.30
Balkan Melodie, Stefan Schwietert
Prima visione ticinese
Nominato per il miglior documentario per i Quartz - Premio del cinema svizzero 2012
giovedì 19 aprile, 20.30
SERATA TI
Gypaetus Helveticus, Marcel Barelli
Tapperman, Alberto Meroni
Una notte niente male, Simone Visparelli
Confini, Fabrizio Albertini
Terra, Kevin Merz
Alla presenza dei registi
sabato 21 aprile, 18.00
Tinguely, Thomas Thümena
Prima visione ticinese
martedì 24 aprile, 20.30
Abrir puertas y ventanas, Milagros Mumenthaler
Pardo d’oro Locarno 2011 / Nominato per il miglior lungometraggio di finzione per i Quartz - Premio del cinema svizzero 2012
giovedì 26 aprile, 10.15
Silberwald, Christine Repond
Nominato per la miglior interpretazione maschile (Saladin Deller) per i Quartz - Premio del cinema svizzero
Proiezione per le scuole aperta al pubblico
giovedì 26 aprile, 20.30
Messies, ein schönes Chaos, Ulrich Grossenbacher
Premio Settimana della critica Locarno 2011 / Nominato per il miglior documentario per i Quartz - Premio del cinema svizzero 2012
Alla presenza del regista
Circolo del cinema Locarno - Cinema Morettina Locarno
lunedì 16 aprile, 20.30
Tinguely, Thomas Thümena
Prima visione ticinese
lunedì 23 aprile, 20.30
Sira - Wenn der Halbmond spricht, Sandra Gysi, Ahmed Abdel Mohsen
Prima visione ticinese
venerdì 27 aprile, 20.30
Eine ruhige Jacke, Ramòn Giger
Prima visione ticinese
Alla presenza di Elisabeth Cova e altri membri dell’ASI (Autismo Svizzera italiana)
LuganoCinema 93 - Cinema Iride
martedì 17 aprile, 20.30
Silberwald, Christine Repond
Nominato per la miglior interpretazione maschile (Saladin Deller) per i Quartz - Premio del cinema svizzero
giovedì 19 aprile, 20.30
Balkan Melodie, Stefan Schwietert
Prima visione ticinese
Nominato per il miglior documentario per i Quartz - Premio del cinema svizzero 2012
martedì 24 aprile, 20.30
Messies, ein schönes Chaos, Ulrich Grossenbacher
Premio Settimana della critica Locarno 2011 / Nominato per il miglior documentario per i Quartz - Premio del cinema svizzero 2012
Alla presenza del regista
giovedì 26 aprile, 20.30
My Generation, Veronika Minder
Prima visione ticinese
Cineclub del Mendrisiotto - Multisala Teatro Mignon e Ciak
mercoledì 25 aprile, 20.45
Balkan Melodie, Stefan Schwietert
Prima visione ticinese
Nominato per il miglior documentario per i Quartz - Premio del cinema svizzero 2012
mercoledì 2 maggio, 20.45
SERATA TI
Gypaetus Helveticus, Marcel Barelli
Tapperman, Alberto Meroni
Una notte niente male, Simone Visparelli
Confini, Fabrizio Albertini
Terra, Kevin Merz
Alla presenza dei registi
Entrata: CHF 10.-/8.-/6.-
CORTO E MEDIOMETRAGGI DELLA SERATA TI
Gypaetus Helveticus
Marcel Barelli, 2011
Sceneggiatura: Marcel Barelli; fotografia: Marcel Barelli; montaggio: Marcel Barelli; suono: Laurent Jespersen; musica: Louis Crelier; produzione: Nadasdy Film, Genève.
Dvd, colore, versione originale italiana, sottitoli inglesi 7’
Film d’animazione. Sotto forma di un piccolo documentario animato, il cortometraggio racconta la storia della scomparsa del gipeto delle Alpi svizzere, falsamente accusato di essere pericoloso. Ma il film non racconta solo questo…
Marcel Barelli è nato nel 1985 a Lodrino. Studi di chimica fino al 2004, poi diploma alla HEAD (Haute École d’Art et de Design) di Ginevra, dove è tuttora assistente per il cinema d’animazione. Ha realizzato, tra gli altri, i cortometraggi d’animazione No Penguin’s Land (2008) e Peripheria (2009).
Tapperman
Alberto Meroni, 2012
Sceneggiatura: Alberto Meroni, Fabio Mario; fotografia: Michael Bonito; montaggio: Claudio Cea; suono: Sandro Hess; interpreti: Andrea Zogg, Roberta Fossile; produzione: Imago Film, Lugano.
DCP, colore, versione originale italiana, sottotitoli francesi e tedeschi, 15’
Paul vende porta a porta dei contenitori in plastica per alimenti e la sua vita assomiglia al cibo conservato in queste scatole: ermeticamente chiusa al mondo esterno. Ma un giorno gli capita qualcosa di veramente singolare, che lo farà uscire dalla sua prigione di plastica...
Alberto Meroni è nato nel 1978 a Meride. Fino ad oggi ha realizzato trasmissioni televisive, documentari, pubblicità, cortometraggi. Nel 2003 fonda la propria casa di produzione audiovisiva Immagine-Meride, collaborando con agenzie pubblicitarie, altre case di produzione e diverse aziende estere. Ha finora realizzato i cortometraggi Stanza 209 (2002), Ombre (2009); i documentari Il collezionista:ritratto di Harald Szeeman (2003), L’artigiano glaciale (2009) e il music clip Adriatica (2010).
Una notte niente male
Simone Visparelli, 2012
Sceneggiatura: Simone Visparelli; fotogrfia: Patrick Botticchio; montaggio: Nicolò Tettamanti; suono: Giona Pellegrini, Rico Andriolo; musica: Mary Suicide; interpreti: Alessandro Prioletti, Leo Mignemi, Alice Rusconi; produzione: Anemic, Capolago.
Dvd, versione originale italiana, sottotitoli francesi, 19’
Maco e Tito, due sbandati dediti all’alcol, una sera come tante si imbattono in due becchini e un carro funebre. Per divertirsi, senza un particolare motivo, decidono di rubare il corpo appena caricato sul carro e portarselo a casa. Qui scoprono che il cadavere è quello di una giovane ragazza.
Simone Visparelli è nato nel 1986 a Verona. Nel 2008 si diploma al CISA (Conservatorio Internazionale di Scienze Audiovisive) di Lugano, dove ha realizzato il suo lavoro di diploma Senti l’estate che torna (2009).
Confini
Fabrizio Albertini, 2011
Sceneggiatura: Fabrizio Albertini; fotografia: Lorenzo Duca; montaggio: Fabrizio Albertini; suono: Fabrizio Albertini, Riccardo Studer; produzione: CISA Conservatorio Internazionale di Scienze Audiovisive, Lugano.
Dvd, bianco e nero, versione originale italiana, sottotitoli inglesi, 29’
Un documentario road movie tra Italia e Svizzera. Una raccolta di frammenti e parole di quattro frontalieri che attraversano ogni giorno la frontiera, il confine. Un viaggio, come autostoppisti, a bordo delle loro macchine. Solo parole e motore
Fabrizio Albertini è nato nel 1984 a Cannobbio, Italia. Dal 2008 frequenta il CISA (Conservatorio Internazionale di Scienze Audiovisive) a Lugano, dove si diploma nel 2011 con Confini. Ha realizzato i cortometraggi Mi ricordo di Francesca (2008), A proposito dell’amore (2009), Fratelli (2010) e il documentario Inverno (2009).
Terra
Kevin Merz, 2012
Sceneggiatura: Kevin Merz; fotografia: Alexandre Zweiger, Kevin Merz; montaggio: Samir Samperisi, Kevin Merz, Vasco Pedrolini; suono: Riccardo Studer; musica: Samir Samperisi; produzione: Amka Films, Savosa/RSI/Junk Shop, Lugano.
Dvd, colore, versione originale italiana, sottotitoli inglesi, 50’
L’11 settembre 2009 Stefano Terranova, 31 anni, chiamato "Terra" dagli amici, muore in un tragico incidente mentre attraversa con un’amica i binari nella stazione di Lugano-Paradiso. Per ricordare il suo amico scomparso, il regista realizza un documentario, diario visivo di un’amicizia e sguardo intimo su un universo giovanile fatto di skate, droghe e subcultura. Una riflessione su amicizia, dipendenza e gioventù.
Kevin Merz è nato nel 1978 a Zurigo. Dal 1998 studia fotografia all’Istituto Italiano di Fotografia e cinema alla Los Angeles Film School. Dal 2005 è cameraman e regista indipendente. Ha realizzato i cortometraggi Felix in Berlin (2001), Der Konkurs (2002), Sankofa (2004), Falling Stars (2005), Shipwreck (2006); e i documentari Un viaggio a Ginevra (2003), Rekrutenschule Schweiz (2003), Ghanaba (2005), Glorious Exit (2007).
LUNGOMETRAGGI DI FINZIONE E DOCUMENTARI
Tinguely
Thomas Thümena, 2011
Sceneggiatura: Thomas Thümena; fotografia: Felix von Muralt; montaggio: Myriam Flury; suono: Jean-Pierre Gerth; musica: Stefan Rusconi, Roli Widmer; produzione: Hugofilm Productions, Zürich.
35mm, colore e bianco e nero, versione originale francese/ svizzero tedesca/inglese, sottotitoli francesi e tedeschi., 88’
"Tutto è movimento - l’immobilità non esiste!". Il credo di Jean Tinguely si applica non solo alle sue macchine folli, ma anche a tutta la sua vita. Vent’anni dopo la sua morte la "bande à Jean" rievoca questo artista svizzero eccezionale, che ignorava ogni convenzione, non solo nel suo lavoro ma anche nella sua vita privata.
Thomas Thümena è nato nel 1967 a Zurigo. Diploma al Center for the Media Arts di New York nel 1988. Studi di etnologia e letteratura a Zurigo dal 1988 al 1990 e di cinema al DAVI (Département d’Audiovisuel de l’École Cantonale d’Art) a Losanna. Dal 1999 comproprietario della Hugofilm di Zurigo, dove lavora come regista e produttore. Ha realizzato, dopo qualche corto e qualche lavoro televisivo, i documentari Un Ga Nai - Bad Luck (1999, co-regista), Train fantôme (2000) e Ma famille africaine (2004).
Balkan Melodie
Stefan Schwietert, 2012
Sceneggiatura: Stefan Schwietert; fotografia: Pierre Mennel, Pio Corradi; montaggio: Isabel Meier; suono: Dieter Meyer; produzione: Maximage Filmproduktion, Zürich.
DCP, colore e bianco e nero, versione originale francese/bulgara/rumena, sottotitoli francesi e tedeschi, 91’
Nominato per il miglior documentario per il Premio del cinema svizzero 2012.
Più di 50 anni fa, Marcel e Catherine Cellier si recavano per prima volta al di là della cortina di ferro, dove per anni avrebbero collezionato le migliori musiche dell’Europa dell’Est. Marcel Cellier ha contribuito ad assicurare la reputazione mondiale di Gheorghe Zamfir, il virtuoso rumeno del flauto di pan, e quella delle leggendarie voci femminili del coro "Le mystère des Voix Bulgares". Il film segue le tracce dei Cellier nell’Europa dell’Est e, non contento di ritrovare i protagonisti dell’epoca, vi scopre altri nuovi tesori musicali..
Stefan Schwietert è nato nel 1961 a Esslingen, Germania. Realizza i suoi primi film nella Comunità Video di Basilea e lavora come assistente alla regia per la TV Globo nel campo dei film musicali. Nel 1983 frequenta il California Art Institute di San Francisco, e dal 1984 al 1990 studia al dffb (Deutsche Film- und Fernsehakademie Berlin). Nel 1991 fonda la Neapel Film, specializzata in produzione e regia di documentari. È attivo come insegnante in scuole di cinema in Svizzera e in Germania. Nella sua ricca filmografia, spiccano i documentari musicali A Tickle in the Heart (1996), El Acordeón del Diablo ((2000), Das Alphorn (2000), Accordion Tribe (2004), Heimatklänge (2007).
Silberwald
Christine Repond, 2011
Sceneggiatura: Christine Repond; fotografia: Michael Leuthner; montaggio: Ulrike Tortora; suono: Ingrid Städeli; interpreti: Saladin Deller, Naftali Wyler, Basil Medici…; produzione: Dschoint Ventschr Produktion, Zürich.
35mm, colore , versione originale svizzerotedesca, sottotitoli francesi e inglesi, 85’
Nominato per la miglior interpretazione maschile (Saladin Deller) per il Premio del cinema svizzero 2011.
"La foresta d’argento" è una storia realista e brutale sul passaggio all’età adulta, che si svolge un un villaggio svizzero in pieno inverno. Un gruppo di ragazzi è in conflitto con il mondo e i loro atti di violenza sono sempre più intensi. Nel cuore della foresta finiscono per trovare il covo di un gruppo di Skinheads e ben presto ciò che era cominciato come un gioco si trasforma in gesto criminale.
Christine Repond è nata a Basilea nel 1981. Dal 2002 al 2004 segue dei corsi di video e cinema presso le scuole d’arte di Berna e Basilea, e dal 2004 al 2007 studia alla MHMK (Makromedia Hochschule für Medien und Kommunikation) di Monaco, dove ottiene un Bachelor of Arts. Ha realizzato i corti Mit oder ohne (2005), Toilets (2005), GG19 - Episodenfilm (2006), Schmerzblatt (2006), e il documentario Freitags um 3 (2007). Silberwald è il suo primo lungometraggio di finzione.
Sira - Wenn der Halbmond spricht
Sandra Gysi, Ahmed Abdel Mohsen, 2011
Sceneggiatura: Sandra Gysi, Ahmed Abdel Mohsen; fotografia: Peter Liechti, Ahmed Abdel Mohsen, Sandra Gysi; montaggio: Anja Bombelli, Sandra Gysi, Ahmed Abdel Mohsen, Marcel Derek Ramsay; suono: Ramon Orza; musica: Ramon Orza; produzione: Reck Filmproduktion, Zürich.
35mm, colore, versione originale araba, sottotitoli francesi e tedeschi , 77’
Un film sul conflitto fra tradizione e modernità nell’Egitto di oggi e sulla ricerca di eroi passati e presenti. Sayyed el-Dawwy ha 80 anni ed è l’ultimo poeta vivente della Sira, l’epopea più importante del mondo arabo. Solo lui conosce a memoria i suoi cinque milioni di versi e solo lui mantiene vive le storie del popolo della luna crescente. Ora vuole lasciare a suo nipote Ramadan l’eredità della Sira, un poema che si trasmette di generazione in generazione soltanto a viva voce. Il film accompagna i due uomini durante una loro tournée in Egitto e svela, attraverso il conflitto generazionale a proposito del significato della Sira, un mondo in bilico tra modernità e tradizione.
Sandra Gysi è nata nel 1969 ad Aarau. Studi di etnologia, storia del cinema e germanistica all’Università di Zurigo. Specializzazione successiva in regia, camera e montaggio. Dopo lavori come produttrice e manager di progetti, dal 2033 è regista indipendente. Ha realizzato tra l’altro i documentari Aufbruch unter dem Morgenstern (2003), Salah Hassouna (2003), Madson Junior - Kinderstar in Afrika (2007).
Ahmed Abdel Mohsen è nato nel 1974 ad Assuan, Egitto. Studi di comunicazione e giornalismo nel paese natale. Frequenta la F+F di Zurigo (Schule für Kunst und Mediendesign). Regista indipendente, manager di progetti e traduttore. Ha realizzato alcuni corti, i film sperimentali Fragments of Paradise (2006), In Between (2008) e il documentario Away to God (2005).
Abrir puertas y ventanas
Milagros Mumenthaler, 2011
Sceneggiatura: Milagros Mumenthaler; fotografia: Martin Frias; montaggio: Gion-Reto Killias suono: Henri Maikoff; interpreti: Maria Canale, Martina Juncadella, Ailin Salas, Julian Tello; produzione: Alina Film, Genève/Ruda cine, Buenos Aires.
DCP, colore, versione originale spagnola, sottotitoli francesi e tedeschi, 98’
Pardo d’oro Locarno 2011. Nominato per il miglior film di finzione per il Premio del cinema svizzero
Buenos Aires, fine estate. Marinam Sofia e Violeta vivono sole nella casa famigliare dopo la morte della nonna che le ha cresciute, cercando di colmare, ognuna a suo modo, questa assenza. Marina si consacra agli studi preoccupandosi della buona gestione della casa, mentre Sofia si concentra sulla propria apparenza e sui beni materiali; Violeta, da parte sua, si trascina dalla camera al salone, ricevendo occasionalmente la visita di un uomo più anziano. Disaccordi, risate, meschinità e gesti di affetto ritmano questo periodo di transizione e d’incertezza, fino a che, un giorno d’autunno, Violeta scompare senza preavviso.
Milagros Mumenthaler è nata nel 1976 a Mar del Plata, Argentina. Diploma di regia all’Universidad del cine di Buenos Aires. Ha realizzato i corti A que hora llega papa? (2000), El Patio (2003), Cape Code (2004), Amancay (2006). Abrir puertas y ventanas è il suo primo lungometraggio di finzione.
Messies, ein schönes Chaos
Ulrich Grossenbacher, 2011
Sceneggiatura: Ulrich Grossenbacher, Thomas Moll, Damaris Lüthi; fotografia: Ulrich Grossenbacher; montaggio: Maya Schmid; suono: Niklaus Wenger, Balthasar Jucker, Wendelin Schmidt-Ott; musica: Resli Burri; produzione: Fair&Ugly, Bern.
DCP, colore, versione originale svizzerotedesca, sottotitoli italiani e tedeschi, 117’
Premio Settimana della critica Locarno 2011. Nominato per il miglior documentario per il Premio del cinema svizzero.
I "Messies" sono persone affette dalla sindrome di accaparramento compulsivo. Costoro vivono sospesi tra genialità ed eccesso incontrollabile. Il film ci immerge nel quotidiano di quattro di questi soggetti. Sono loro che dominano il caos oppure è il caos che li domina? Il documentario ci fa entrare nel profondo di queste caverne che racchiudono i loro tesori e scopriamo le loro invenzioni geniali, i loro lavoretti pericolosi e i loro immensi archivi. Ci ritroviamo anche partecipi dei conflitti che la loro diversità finisce per suscitare e che devono in qualche modo affrontare: conflitti con i famigliari, con i vicini, con le istituzioni. Uno sguardo intimo su un fenomeno che si rivela allo stesso tempo irritante e affascinante.
Ulrich Grossenbacher è nato nel 1958 a Langenthal. Nel 1975 frequenta la Kunstgewerbeschule di Basilea, poi lavora fino al 1994 come artista e restauratore. Dal 1995 al 1996 segue i corsi di storia del cinema e documentaristica alla Kunstgewerbeschule di Berna. Dal 1996 è cameraman e regista indipendente. Nel 2001 fonda la casa di produzione Fair&Ugly. Ha realizzato il corto Hintertür (1995) e, come co-regista, i documentari Seide, Muthappar und VHS. Porträts aus Südindien (1998) e Hippie Masala (2006).
My Generation
Veronika Minder, 2012
Sceneggiatura: Veronika Minder; fotografia: Helena Vagnières; montaggio: Tania Stöcklin; suono: Ingrid Städeli; musica: Wädi Gysi, Jackie Brutsche; produzione: Cobra Film, Zürich.
DCP, colore e bianco e nero, versione originale svizzerotedesca, sottotitoli francesi, 93’
Un’ex hippie, un comunista, una donna separata, un fisico, un musicista e una ballerina (tutti nati, come la regista, nel 1948) tornano sulla loro vita passata. Raccontano le loro speranze e i loro progetti. Oltre che a farci conoscere le loro biografie, le testimonianze suscitano anche qualche problema filosofico: il senso della vita e il carattere effimero dell’esistenza. Il film si occupa dei cambiamenti politici e sociali degli ultimi decenni e affronta la questione dell’invecchiamento in una cultura che privilegia la giovinezza e la bellezza piuttosto che l’esperienza e la preveggenza.
Veronika Minder è nata nel 1948 a Spiez. Storica dell’arte, animatrice culturale specializzata in cinema, lavora nei campi del teatro, della musica, della moda e del cinema. Dal 1988 al 1997 è stata la responsabile del Kellerkino di Berna. È stat anche tra le fondatrici dei Frauenfilmtage in Svizzera (NouvElles). Della Lanterna magica nella Svizzera tedesca e del Festival gay-lesbico di Berna. Dal 1997 al 1999 è gerente del cinema Cosmos e del Kellerkino, sempre a Berna. Organizzatrice di diversi eventi culturali. Ha realizzato i documentari Kisten, Schachteln & Panamericana (2001, comne co-regista) e Katzenball (2005).
Eine ruhige Jacke
Ramòn Giger, 2010
Sceneggiatura: Ramòn Giger; fotografia: Ramòn Giger, Roman Dick; montaggio: Roland von Tessin; suono: Stephan Kümin; musica: Paul Giger, Benjamin Kilchhofer; produzione: Vivisue Film, Basel.
35mm, colore, versione originale svizzerotedesca, sottotitoli francesi, 77’
Roman è un ragazzo autistico che non parla da 26 anni. Il piacere di filmare e di essere filmato, oltre al rapporto con Xaver, la sua guida, gli permettono di prendere contatto con il mondo esterno. La relazione con Xaver è un continuo andirivieni tra prossimità e distanza: una relazione fragile e che forse alla fine potrà essere destinata al fallimento. Quando Roman dovrà far fronte ad un inatteso colpo del destino, il film si interroga sulla sensibilità di una persona autistica e ci dà una risposta lontana dalle convenzioni, invitandoci ad abbandonare i nostri pregiudizi. Un film di una eccezionale intensità.
Ramòn Giger è nato nel 1982 a Speichen, Appenzello. Ha frequentato corsi di fotografia, cameraman e responsabile luci alla Schule für Gestaltung di Basilea. È cameraman e regista indipendente. Eine ruhige Jacke è il suo primo film.
Le schede sui film sono scritte dagli autori e tradotte dai Cataloghi delle Giornate di Soletta 2011 e 2012 .
www.solothurnerfilmtage.ch.





|